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domenica 16 novembre 2008

YouTube e i potenti

Mediaset [leggi Silvio Berlusconi] ha chiesto 500 milioni di euro a YouTube. Il neo presidente americano Barack Obama parla alla nazione nel consueto discorso del sabato attraverso YouTube.

Che paese triste che siamo.

giovedì 13 novembre 2008

1-800-White-House

WHITE HOUSE – ... Thank you, thank you very much Italy...
SILVIO BERLUSCONI – Buonasera Presidente! Sono felice di congratularmi! Ma lo sa che io ero campione di basket? Amico! Dammi il cinque!
WH - ... Thank you, thank you very much Italy...
SB – Non credere a tutto quello che si dice, Barack. C’è gente cattiva, comunisti! Io scherzo perché sdrammatizzo, sono ottimista... ehi, la sai quella dell’indiano zoppo e della cavalla selvaggia? Quante risate con George... capiva un quarto delle battute, ma rideva sempre...
WH - ... Thank you, thank you very much Italy..
SB – Parlando di cose serie... pensa che qui hanno polemizzato sul fatto che volevo darti dei consigli! Ma io non me ne curo, sono tutti imbecilli. Senti, ma che shampoo usi? Perché sai, con i capelli crespi... guarda Ronaldo che ricrescita!
WH - ... Thank you, thank you very much Italy..
SB – Eh, lo so, è che invecchio, mi intristisco... devo frequentare gente giovane, per questo vado in Russia... è l’invidia del Putin... ah, ah, buona questa, eh!
WH - ... Thank you, thank you very much Italy. Fine del messaggio registrato. La chiamata è a spese dell’amministrazione presidenziale americana.
SB – Ah, buona davvero questa! Scherzo fantastico quello del disco registrato! Non vedo l’ora di farlo a Sarkozy! Ah, ah, ah! Lo dicevo io che ti saresti subito trovato bene con la mia innata propensione all'ironia!! Mica come come quei coglioni qui da me..

martedì 11 novembre 2008

I'm Italian and Prime Minister Silvio Berlusconi is not speaking in my name



Sito ufficiale
Pagina su Facebook

lunedì 10 novembre 2008

“Ehilà abbronzato, come va?”

L’agenzia Ansa-Stefani, previo nullaosta del Minculpop, comunica: “Circa 20 minuti di colloquio, in un clima sereno e di grande cordialità, incentrato sul G8 e la crisi finanziaria. Berlusconi e Obama, alle 22.10 in punto ora italiana, affrontano di petto i principali temi sul tappeto…Il premier italiano abbassa la cornetta decisamente ‘soddisfatto’ per la conversazione col presidente Usa, traendone ottima impressione”. Ma riservandosi di constatarne di persona l’abbronzatura naturale. “È stato Obama a chiamare il Cavaliere tramite il centralino di Palazzo Chigi che l’ha messo in contatto con la residenza di Arcore… La conversazione è iniziata con l’ausilio degli interpreti, ma in diversi passaggi i due leader han parlato, senza mediazioni, in inglese”. Il che spiega la soddisfazione di Berlusconi che, non parlando una parola d’inglese, non capiva un’acca di quel che gli diceva Obama, il quale a sua volta non capiva una mazza di quanto tentava di dirgli Berlusconi a proposito dell’abbronzatura della sua signora e delle figlie, ottime per la coltivazione intensiva del cotone. “Le polemiche italiane non han mai fatto capolino nel colloquio”: o, se vi han fatto capolino, il premier italiano non se n’è accorto. “I due presidenti sono riusciti a contattarsi solo la sera a causa dei reciproci impegni”: l’americano stava parlando con i 75 capi dei governi che contano, l’italiano stava mandando affanculo chi l’aveva criticato. “La telefonata si è conclusa con i complimenti di Berlusconi a Obama per l’elezione”. E soprattutto perché, malgrado sia negro, pare addirittura dotato di cervello.

di Marco Travaglio

domenica 9 novembre 2008

Giù le mani dalla Val di Susa

Ti aspetto a casa faccia di me**a. E magari invito anche due o tre amici così capisci che da qui non passerai mai; con o senza l'uso della forza.

venerdì 7 novembre 2008

Giovane, bello e abbronzato

Dopo l'ennesima strabiliante ed impagabile performance del nano spero che l'Italia venga aggiunta ai paesi dell'Asse del Male. Magari un bombardamento a tappeto su Arcore riuscirà a farci tornare sulla retta via.

martedì 28 ottobre 2008

Una lezione per Veltroni

La legge 133, il decreto 137, la cosiddetta riforma Gelmini, i tagli alla ricerca, la privatizzazione delle università, la mannaia per i precari. Ci sono cose come la scuola che toccano tutti e che spiegano i 20 punti nei sondaggi persi dal governo Berlusconi in soli 20 giorni, una media che persino McCain gli invidia.

Occupazioni, cortei e proteste, lezioni in piazza. Studenti, docenti, maestre, genitori. Far pagare a chi studia la crisi non piace, Silvio diventa nervoso, un paese intero che si oppone non lo capisce: ad Amici non succede mai, e nemmeno a C’è posta per te.

Potrebbe anche essere una specie di lezione in piazza anche questa: quando ci si occpone, si lotta, si manifesta e si occupa, il governo della destra ne soffre un po’. Quando si dialoga e si "apre", quando si cencerta e si flirta il governo di destra gongola. Le maestre, gli studenti, i ricercatori, i docenti lo sanno. magari tra un po’ lo capisce anche Walter.

sabato 4 ottobre 2008

Nuova Costituzione della Repubblica Italiana

PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 1

L'Italia è una gerontocrazia mediatica fondata sul lavoro degli altri.

La sovranità appartiene al Presidente del Consiglio che la esercita senza preoccuparsi dei limiti della Costituzione.

Art. 2 (art. 3 Vecchia Costituzione)

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione e di opinioni politiche, ad eccezione del Presidente del Consiglio, del Presidente della Camera, del Presidente del Senato e del Presidente della Repubblica, che sono più uguali degli altri in virtù delle loro condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Tale compito non sussiste in caso di negri, rom, omosessuali, meridionali, extra-comunitari, trans e comunisti.

Art. 3 (art. 4 Vecchia Costituzione)

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro precario e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Art. 4 (art. 5 e 7 Vecchia Costituzione)

L'Italia è divisa in tre regioni: la Padania, lo Stato del Vaticano e il Regno di Cosa Nostra.

Lo Stato dipende dalla Chiesa Cattolica: la rifornisce di denaro, non le fa pagare le tasse e ne esegue gli ordini economici, politici e sociali.

Lo Stato e la Mafia sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

Art. 5 (art. 9 Vecchia Costituzione)

L'Italia paralizza lo sviluppo della cultura e sopprime la ricerca scientifica.

Art. 6 (art. 10 Vecchia Costituzione)

La condizione del cittadino straniero è regolata in conseguenza al colore della sue pelle.

I bambini romeni devono registrare le loro impronte digitali.

Art. 7 (art. 11 Vecchia Costituzione)

L'Italia non ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, ma promuove azioni militari con lo scopo di “portare la pace” nei Paesi in difficoltà.


DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI

Art. 8 (art. 21 Vecchia Costituzione)

Il Presidente del Consiglio è l'unico soggetto ad aver diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa può e deve essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Art. 9 (art. 25 Vecchia Costituzione)

Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge, a meno che esso non sia una toga rossa.

Il Presidente del Consiglio ha il diritto di depenalizzare i reati per i quali è accusato.


RAPPORTI ETICO-SOCIALI

Art. 10 (art. 29 Vecchia Costituzione)

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul tradimento.

La legge vieta il matrimonio tra i froci, in quanto cittadini inferiori e contro natura.

Art. 11 (art. 34 Vecchia Costituzione)

La scuola è aperta a tutti.

Tutti, infatti, hanno diritto alla stessa educazione incompleta e fallace, impartita da insegnanti impreparati ed inesperti.

I capaci e i meritevoli devono emigrare all'estero per trovare una possibilità di lavoro.


RAPPORTI ECONOMICI

Art. 12 (art. 35 Vecchia Costituzione)

La Repubblica tutela il lavoro precario in tutte le sue forme ed applicazioni.

Le morti sul lavoro sono sempre e comunque colpa degli operai.

Art. 13 (art. 36 Vecchia Costituzione)

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione inversamente proporzionale alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso appena sufficiente a pagare il mutuo della casa.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dal datore di lavoro.

Art. 14 (art. 39 Vecchia Costituzione)

I sindacati possono stipulare contratti collettivi di lavoro a condizioni sempre più povere.


RAPPORTI POLITICI

Art. 15 (art. 49 Vecchia Costituzione)

Tutti i cittadini possono associarsi liberamente per determinare la politica nazionale, tranne i noglobal, i girotondisti, la rete di Lilliput, i pacifisti. Gli scioperi sono puniti.

Art. 16 (art. 53 Vecchia Costituzione)

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Il Presidente del Consiglio, in quanto più uguale degli altri, è libero di falsare i bilanci delle sue società.

Art. 17 (art. 54 Vecchia Costituzione)

Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi, ad esclusione del Presidente del Consiglio.


IL PARLAMENTO

Art. 18 (art. 56 Vecchia Costituzione)

La Camera dei deputati è eletta dai segretari di partito.

Il numero di deputati è di seicentotrenta, di cui almeno una cinquantina devono avere condanne definitive, in corso o prescrizioni.

Art. 19 (art. 68 Vecchia Costituzione)

I membri del Parlamento sono al di sopra della legge.

Su di essi non possono essere effettuate intercettazioni, arresti, perquisizioni, processi o denunce. Al contrario, essi hanno diritto illimitato di offendere, delinquere e mentire.


LA MAGISTRATURA

Art. 20 (art. 101 Vecchia Costituzione)

La giustizia è amministrata in nome del Presidente del Consiglio.

I giudici sono soggetti soltanto al Presidente del Consiglio.

Art. 21 (art. 104 Vecchia Costituzione)

La magistratura è un organo dipendente dalle decisioni del governo. Essa dipende esclusivamente dal Presidente del Consiglio, e rappresenta la metastasi della democrazia.

Art. 22 (art. 107 Vecchia Costituzione)

I magistrati sono inamovibili, tranne nel momento in cui si avvicinano troppo a verità scomode che toccano politici di alto livello. In questi casi il loro trasferimento viene disposto personalmente dal Presidente del Consiglio o dal Minitro di Grazie e Giustizia, senza il loro consenso.


NORME SULLA GIURISDIZIONE

Questa parte è stata eliminata dalla vecchia Costituzione in quanto ritenuta inutile.


LE REGIONI, LE PROVINCE, I COMUNI

Art. 23 (art. 101 Vecchia Costituzione)

La Padania è un ente autonomo con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla propria Costituzione.

Le organizzazioni criminali vengono considerate enti autonomi, partecipanti delle funzioni amministrative.

Roma è la capitale degli sprechi e ladrona delle ricchezze del Nord.


GARANZIE COSTITUZIONALI

Art. 24 (art. 134 e 136 Vecchia Costituzione)

La Corte Costituzionale giudica sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi, previo consenso del Presidente del Consiglio.

Quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma di legge, il Presidente del Consiglio può decidere di sciogliere la Corte Cosituzionale.

Art. 25 (art. 139 Vecchia Costituzione)

La forma repubblicana può essere oggetto di revisione costituzionale.


DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

Art. I (art. XII Vecchia Costituzione)

È permessa e incoraggiata la riorganizzazione, sotto diverse forme, del disciolto partito fascista.

Art. II (art.XIV Vecchia Costituzione)

La P2 è conservata come ente governativo e funziona nei modi stabiliti dal Piano di Rinascita.

La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come Legge fondamentale della Repubblica da tutti i cittadini e dagli organi dello Stato, ad esclusione del Presidente del Consiglio.

Data a Roma, addì 22 Settembre 2008.

mercoledì 24 settembre 2008

L’avvocato del Caimano non ha tempo per il processo Mills

Da quando è entrato in politica Berlusconi si è sempre portato in Parlamento uno stuolo di avvocati. Essi hanno svolto sempre un ruolo duplice. Difenderlo dai processi e adoperarsi in Parlamento per acconciare leggi ad personam ritagliate sui suoi bisogni.

L’avvocato Pecorella, ad esempio, è stato a lungo suo difensore in importanti processi e al tempo stesso presidente della Commissione Giustizia della Camera: la mimesi dei conflitti d’interesse è fatto comune da quelle parti. E si può ringraziare il senso della misura se non è stato Ministro della Giustizia. Del resto, la prima volta Berlusconi provò a dare proprio quella carica a Previti ma ne fu impedito dal Presidente Scalfaro.

Talvolta accade che i suoi avvocati siano costretti a difenderlo nel processo. Non è fenomeno frequente ma succede. Ma anche quando potrebbe succedere la sorte è in agguato. Ad esempio venerdì 19 doveva tenersi udienza nel processo Mills, in cui il presidente del consiglio è, ancora una volta, imputato per corruzione in atti giudiziari. Ma l’avvocato Longo, maestro dell’avvocato-deputato Ghedini e dominus della difesa, è senatore e componente della II Commissione (Giustizia).
E proprio venerdì 19, per curiosa combinazione del calendario, la Commissione era convocata insieme alla I Commissione (Affari Costituzionali) per l’audizione di alcune associazioni interessate ai problemi dell’immigrazione, argomento di cui il senatore e avvocato Longo è da tempo cultore appassionato. Non poteva dunque farsi sfuggire l’appuntamento e perciò ha disertato l’udienza del processo per poter seguire i lavori delle Commissioni I e II riunite.
Chi volesse ravvisare in ciò qualche analogia con le ripetute assenze dai processi del deputato Previti, dovute alla sua necessaria presenza in aula e commissione, eccederebbe in malignità: lì carico di attività parlamentare era l’imputato, qui il più importante degli avvocati.

La convocazione delle commissioni riunite per la verità era stata così imprevista e precipitosa che quasi tutti i parlamentari risultavano assenti. Tanto che si è potuto temere che il senatore Longo, dopo aver perso l’udienza, fosse privato anche del motivo per cui l’aveva mancata.
Da parte loro i senatori dell’opposizione, non potendo essere presenti, avevano auspicato un opportuno rinvio dell’audizione, che appariva sensato anche a qualcuno degli auditi: a nessuno fa piacere esporre problemi e argomenti davanti a un uditorio istituzionale ridotto a poche unità. La stessa solennità dell’occasione ne risulta diminuita.
Ma il rinvio è stato scongiurato perché sono stati trovati supplenti, solo tra i componenti della maggioranza, e così l’audizione si è tenuta di fronte a un numero davvero esiguo di senatori. In questo modo l’avvocato Longo ha potuto così soddisfare il suo interesse politico culturale.
Allo stesso tempo il tribunale non ha voluto privarlo della soddisfazione di difendere l’illustre imputato e ha così rinviato al sabato prossimo l’udienza processuale.

di Pancho Pardi

lunedì 22 settembre 2008

Raiotta & Crollaninno

Siccome è una splendida notizia, sperando che sia definitiva, la ritirata dei 18 furbetti della Cai che volevano papparsi Alitalia a spese nostre e dei lavoratori è stata accolta dai nove decimi della stampa italiana come una rovinosa jattura. S’è listato a lutto persino il Tg1 di Johnny Raiotta, che non prenderebbe posizione contro il governo nemmeno se ripristinasse il rogo (“Il Consiglio dei ministri vara il nuovo pacchetto sicurezza per difendere i cittadini dalle streghe e dagli eretici ereditati dal precedente governo: soddisfazione nella maggioranza, possibilista l’opposizione”). Infatti s’è schierato a favore del governo contro i dipendenti Alitalia che si oppongono allo scippo di stipendi e posti di lavoro per ingrassare i compari del Cainano, dunque il cosiddetto servizio pubblico li ha dipinti come figure “bizzarre” che “festeggiano mentre il Titanic affonda”.

E dire che di occasioni per schierarsi sul caso Alitalia, in questi mesi, Raiotta ne avrebbe avute parecchie. Poteva definire “bizzarro” il niet di Al Tappone all’Air France che, grazie a Prodi e Padoa-Schioppa, era pronta a comprarsi Alitalia con dentro tutti i debiti e i tre quarti degli attuali esuberi. Poteva definire “bizzarro” il salvataggio dell’AirOne di Carlo Toto, il patriota dell’italianità che, fra il lusco e il brusco, regalava all’Alitalia, cioè a noi, il suo miliardo di italianissimi debiti. Poteva definire “bizzarri” i conflitti d’interessi di Colaninno, Benetton, Marcegaglia, Gavio, Ligresti, Passera, Tronchetti Dov'Era e compagnia volante. Poteva definire “bizzarro” che il governo cambiasse tre leggi e abolisse l’antitrust per i porci comodi di lorsignori. Poteva definire “bizzarra” la buonuscita di 8 milioni di euro donata al terz’ultimo presidente, Giancarlo Cimoli, nominato dal governo Berlusconi2. Poteva definire “bizzarre” le accuse del governo e dei suoi house-organ alla terribile lobby dei piloti, colpevoli di tutto, anche del buco dell’ozono, visto che un pilota Alitalia costa il 25-30% in meno di un collega di Air France, Lufthansa, British e Iberia e che comunque gli stipendi del personale viaggiante incidono pochissimo sulle spese d’esercizio. Poteva definire “bizzarre” le accuse alla Cgil che, contrariamente a quel che si racconta, ha firmato l’accordo con la Cai per il personale di terra, ma non poteva farlo per i piloti visto che in maggioranza non aderiscono alla triade confederale.

Poteva definire “bizzarra” la latitanza dei politici i quali, dopo aver divorato letteralmente Alitalia per 15 anni, hanno accuratamente evitato - Di Pietro a parte - di portare la loro solidarietà alle migliaia di lavoratori in ansia. Poteva definire “bizzarra” la trattativa clandestina e parallela avviata dal solito Gianni Letta con Lufthansa (tanto più bizzarra in quanto Al Tappone aveva sempre parlato di “cordata italiana”, mentre pare che Lufthansa sia leggerissimamente tedesca, comunque non più di quanto Air France fosse francese). Poteva definire “bizzarra” la minaccia del Cainano ai sindacati di negare cassintegrazione e mobilità lunga ai dipendenti Alitalia in esubero se fosse stata respinta l’offerta dei suoi 18 amichetti, una sorta di estorsione con mezzi pubblici per fini privati. Poteva definire “bizzarra” la rinuncia del governo e del commissario Fantozzi a cercare sul mercato acquirenti alternativi per una compagnia che - come notava Boeri su Repubblica - ne aveva trovato uno anche quand’era piena di debiti e non dovrebbe faticare a trovarne oggi che non ne ha più (perché li paghiamo noi).

Volendo poi esagerare, Johhny Raiotta e il suo tiggì potevano definire “bizzarra” la malagestione partitocratica dell’Alitalia negli ultimi 15 anni, facendo nomi e cognomi dei manager, anzi dei magnager, che l’hanno spolpata, ciascuno col suo sponsor politico in sovrimpressione. E potevano definire “bizzarre” certe rotte aeree imposte alla compagnia di bandiera da ministri della prima e della seconda Repubblica, ansiosi di atterrare nel cortile di casa propria (il volo Treviso-Roma per far contento il dc Bernini, il volo Crotone-Roma perché l’Udc Tassone ci teneva tanto, il volo Albenga-Roma per recapitare a domicilio il ministro forzista Scajola). Ma, come diceva Victor Hugo, c’è gente che pagherebbe per vendersi. Figurarsi il partigiano Johnny, per giunta alla vigilia dell’annunciato ribaltone alla Rai e, si spera, anche al Tg1. Così ha buttato il cuore oltre l'ostacolo e ha definito “bizzarri” i lavoratori che osano financo difendere lo stipendio e il posto di lavoro. Come sempre, dalla parte dei più deboli.



Clicca sull'immagine per vedere 'Mills giudicato, Berlusconi condannato ', la quattordicesima puntata della rubrica settimanale Passaparola.

Ps: diffondi l'iniziativa e guarda le puntate precedenti.

domenica 21 settembre 2008

La terra dei fuochi

Teo mi ha invitato a promuovere ed aderire all'iniziativa 'La terra dei fuochi'. Giro questo invito ai testardi lettori di questo blog e riporto un articolo di Pancho Pardi per capire meglio quale sia la reale situazione a Napoli e dintorni.

"Vista di sfuggita nel telegiornale alle spalle di Berlusconi: la solita scena azzurra con il logo cerchiato della presidenza del consiglio (in origine copiato dal logo della presidenza americana) e dentro il cerchio la scritta “Ottava visita del Presidente del Consiglio a Napoli”. L’esibizionismo puerile si riveste di oggettività televisiva.
Il governo è la televisione. Ciò che si vede c’è, ciò che non si vede non c’è.
La ripulitura del centro viene continuamente rappresentata e nella messa in scena scompaiono i suoi caratteri approssimativi. E pur vedendone l’aspetto precario, gli elettori di centrosinistra non possono non riconoscerla e allo stesso tempo devono ammettere la disastrosa insufficienza della classe dirigente di centrosinistra che ha lasciato marcire la situazione oltre ogni limite immaginabile per poi consegnare al mago la possibilità di usare la sua bacchetta magica. Se ha senso ora collaborare col governo perché non l’hanno fatto prima quando il governo era nostro? Perché hanno rinviato a dopo ciò che dovevano fare subito?
Ora viene messa in scena la pulizia napoletana ma la regione resta invasa e inquinata. Discariche aperte d’autorità e militarizzate accolgono la spazzatura urbana e non si sa quanto ciò possa durare. Altre discariche vengono aperte nei luoghi meno densi di popolazione, meno problematici dal punto di vista del consenso elettorale, ma proprio perciò pregiati come riserve di spazio e di silenzio.
La città invia la sua spazzatura lontano da sé e inquina luoghi che da sé non avrebbero mai saputo e voluto inquinarsi. L’Irpinia orientale deve subire gli effetti peggiori di una metropoli che non ha mai saputo trovare la misura per autoregolarsi.
Gruppi spontanei testimoniano la realtà incombente della terra dei fuochi. L’area metropolitana è segnata da un reticolo di discariche occasionali, non estinguibili e di continuo rinnovate, dove i fuochi bruciano notte e giorno. I ritratti da satellite forniti da Google lo dimostrano. Vi si brucia di tutto, anche in immediata prossimità di insediamenti e colture. Sotto gli occhi dei tutori dell’ordine, nella piena consapevolezza delle popolazioni circostanti.
Il Tg3 vi ha gettato un rapido sguardo. Gliene rendiamo merito, ma si può scommettere che la coltre dell’indifferenza organizzata cercherà di far dimenticare. A maggior ragione va sostenuta l’azione di chi, prima di tutto, esercita il diritto costituzionale all’informazione. Prima ancora di giudicare: raccontare e far vedere. Il compito del cronista indipendente dai poteri resta garanzia fondativa della democrazia. Non ha alle spalle il logo “Centesima visita nella terra dei fuochi” ma fa del suo meglio per mostrare la verità."

mercoledì 17 settembre 2008

Carta Canta.50 - Non mi attardo

"Io sono abituato a guardare avanti, non mi attardo in problemi che non mi toccano. Se si accetta di essere il baluardo primo della democrazia in Italia non credo che si possa attardarsi a discutere di queste cose. Sono discussioni da lasciare in un angolo, bisogna riconoscersi nei principi della Costituzione
ma lascio la discussione sul passato ad altri. Non voglio dire che è un qualcosa di poco conto, semplicemente è qualcosa di scontato. Non vedo chi possa mettere in discussione questi principi" (Silvio Berlusconi a proposito delle polemiche sul fascismo, "Porta a porta", 15 settembre 2008).

"Italo Balbo in Libia fece cose egregie, cose buone e questo l'ho ricordato a Gheddafi, ma lui mi ha replicato che aveva fatto, sì, cose buone, ma soprattutto caserme e centrali operative per i colonizzatori" (Silvio Berlusconi, alla festa di Azione giovani, parlando dei rapporti tra Italia e Libia e dell'intesa raggiunta con Gheddafi, riabilita il gerarca e quadrumviro fascista Italo Balbo, uno dei mandanti dell'assassinio di don Minzoni, 15 settembre 2008).

lunedì 15 settembre 2008

Carta Canta.49 - Lui è pronto

"Serve una nuova generazione di politici cattolici dotati di grande rigore morale... capaci di coltivare le virtù della fedeltà, della dignità, della riservatezza, della sobrietà e del senso del dovere... contro il consumismo e gli idoli del guadagno e del successo... in difesa della famiglia, oggi minacciata da troppi divorzi..." (Papa Benedetto XVI, Cagliari, 7 settembre 2008).

"Sono pronto a mettere in lista per le regioni e al governo le nuove leve di credenti che ci verranno indicati... Ringrazio il santo padre per l'incoraggiamento alla nostra azione di governo" (Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, Cagliari, 7 settembre 2008).

Berlusconi - ... Senti, tu mi puoi fare ricevere due persone...
Saccà - Assolutamente...
Berlusconi - ... Perché io sono veramente dilaniato dalle richieste di coso...
Saccà - Assolutamente...
Berlusconi - Con la Elena Russo non c'era più niente da fare? Non c'è modo...?
Saccà - No... c'è un progetto interessante... adesso io la chiamo...
Berlusconi - Gli puoi fare una chiamata? La Elena Russo; e poi la Evelina Manna. Non c'entro niente io, è una cosa... diciamo... di...
Saccà - Chi mi dà il numero?
Berlusconi - Evelina Manna... io non ce l'ho...
Saccà - Chiamo...
Berlusconi - No, guarda su Internet...
Saccà - Vabbè, la trovo, non è un problema... me la trovo io...
(da una telefonata intercettata dalla procura della repubblica di Napoli fra Silvio Berlusconi e l'allora direttore di Raifiction Agostino Saccà il 21 giugno 2007).

"Berlusconi è un grande innovatore con un'energia disumana per il lavoro. Ma anche con il passatempo della gnocca" (Evelina Manna, attrice, intervista a "Libero", 5 settembre 2008).



Clicca sull'immagine per vedere 'La politica delle puttane ', la tredicesima puntata della rubrica settimanale Passaparola.

Ps: diffondi l'iniziativa e guarda le puntate precedenti.

venerdì 23 maggio 2008

Falcone è morto, Falcone è vivo

Falcone è morto, quando un Presidente del Consiglio dichiara che un boss mafioso pluriomicida è un eroe.
Falcone è vivo, quando qualcuno lascia un messaggio sopra le radici dell'albero piantato davanti alla sua casa.

Falcone è morto, quando viene nominato come Presidente del Senato Renato Schifani, uno che con la mafia ci faceva affari, e tutti i media condannano gli unici giornalisti liberi che ne hanno dato notizia.
Falcone è vivo, insieme alle decine di volontari di Addio Pizzo e alle centinaia di commercianti che hanno smesso di pagarlo, il pizzo.

Falcone è morto quando mafiosi come Cuffaro e Dell'Utri sono ancora vivi e liberi di legiferare in Senato.
Falcone è vivo quando ci sono persone come Don Ciotti e gli attivisti di Libera che combattono la mafia quotidianamente.

Falcone è morto quando Letizia Moratti non concede i beni confiscati ai mafiosi all'associazione Libera, come per disconoscere uno dei principali nemici della mafia.
Falcone è vivo quando le sue idee camminano fra le pagine di Saviano, o uccidi o sei servo, e sono capaci di obbligare a gridare migliaia di voci poco prima omertose.

Falcone è morto quando i suoi assassini marciscono in prigione e i mandanti del suo assassinio rimangono tutt'ora occulti. Vero G.A.?
Falcone è vivo, insieme a Borsellino, quando rivedendo i loro vecchi filmati o una loro foto assieme, sorridenti, mi capita di commuovermi ancora, oggi come allora.

di Guerrilla Radio


Ps: per tutto il mese di maggio potete continuare a firmare per i tre referendum del V2-Day.